libri della libreria di famiglia

In questi mesi vado spesso a casa dei miei genitori vecchi e malati. Le librerie di casa custodiscono i libri della mia infanzia e adolescenza. Alcuni li ho letti, di altri ricordo le copertine ma non li ho letti.

Ci sono diversi titoli di Russell. Credo che a mia madre piacesse la sua scrittura. Inoltre era un autore ateo, ironico che piaceva negli anni Sessanta. Mio padre era meno interessato, ma perché era già molto simile al grande filosofo, logico inglese.

La copertina di questo libro mostra una delle fotografie più infelici che si possano immaginare. Russell sembra un vecchio gallinaccio.

Annunci

Ulisse: Leopold Bloom e Stephen Dedalus

Capitolo 17. Leopold Bloom ha portato a casa propria Stephen Dedalus. Il corrispettivo omerico è Itaca. Non ci sono Proci da uccidere ma scrupoli da esaminare razionalmente. Padre, Ulisse/Bloom, e figlio, Telemaco/Stephen Dedalus, si parlano ma restano diversi, per quanto ciascuno modificato dall’altro. L’episodio è organizzato con la tecnica catechistica: domande e risposte che esaminano razionalmente i due personaggi e a situazione. Riporto ciò che Bloom pensa di Stephen.

Originale

Which seemed to the host to be the predominant quality of his guest?

Confidence in himself, an equal and opposite power of abandonment and recuperation.

Traduzione di Giulio De Angelis

Quali sembravano al padron di casa le qualità predominanti dell’ospite?

Sicurezza di sé, una facoltà uguale ed opposta di abbandono e recupero.

Traduzione di Gianni Celati

Quali parevano all’ospite le qualità dominanti dell’ospitato?

Fiducia in se stesso, con uguale e opposta facoltà d’abbandono e ripresa.

il Cittadino e Leopold Bloom

La mancanza di prospettiva del nazionalismo fanatico è radicato in forme di rivendicazione senza giustizia reale, profondità storica e umana. Un esempio dall’Ulisse di Joyce.

Joyce dedica un capitolo intero alla figura del Cittadino, un fanatico nazionalista irlandese che, nel parallelismo con l’Odissea, corrisponde a Polifemo. Il fanatico nazionalista è come vedesse la realtà e lo spazio pubblico con due sentimenti: l’amore per sviscerato per l’Irlanda e l’odio per tutto ciò che è inglese. Ed è il Ciclope che con il suo unico occhio non coglie la complessità. Leopold Bloom, uomo comune con un afflato cosmopolita ma anche una sorta di mite ebreo errante, inizialmente è intimorito dalla violenza verbale e dall’imponenza del Cittadino ma poi riesce a difendere il popolo ebraico contro il l’antisemitismo del Cittadino, che irato lancia contro Bloom una scatola di biscotti. Tanto tuonò che piovve.

Molte cose si possono dire del Cittadino. Una è il suo linguaggio: da un lato grossolano, violento, sprezzante quando parla della vita quotidiana e degli inglese; dall’altro aulico, mitico, elevato fino al ridicolo quando parla dell’Irlanda. Nel linguaggio del Cittadino, la vita quotidiana è il teatro di una lotta senza quartiere per ristabilire una giustizia violata nel passato, fonte inesauribile di acredine e odio. Mentre l’ideale è scollegato da qualsiasi riferimento alla realtà storica e materiale.

Un altro aspetto del Cittadino è il suo egoismo. Per lui è naturale che gli venga offerto da bere, da mangiare e quando Bloom si rifiuta di farlo si arrabbia. Al Cittadino occorre tributare onore dando cibo, birra. Questa è a forma del suo regno.

In fondo, il Cittadino, non ostante il termine suggerisca uguaglianza sociale e politica, si occupa benissimo dei propri interessi e non è minimamente interessato alla giustizia. La sua concezione del giusto prevede che la giustizia debba essere ripristinata, ma solo quando si fa torto a lui.

Verso il Bloomsday

Ineluttabile modalità del visibile: almeno questo se non altro, il pensiero attraverso i miei occhi. Sono qui per leggere le segnature di tutte le cose, uova di pesce e marame, la marea avanzante, quella scarpa rugginosa. Verdemoccio, azzurrargento, ruggine: segni colorati. Limiti del diafano. Ma lui aggiunge: nei corpi. Dunque ne era conscio in quanto corpi prima che in quanto colorati. Come? Battendoci sopra il cranio, si capisce. Vacci piano. Calvo egli era e milionario, maestro di coloro che sanno. Limite del diafano in. Perché in? Diafano, adiafano. Se puoi farci passare attraverso le cinque dita della mano è un cancello, altrimenti è una porta. Chiudi gli occhi e vedrai.

J. Joyce, Ulisse, Mondadori, Milano, 2016, “Proteo, La spiaggia”, pag 43, trad. italiana di Giulio De Angelis,