è una cosa stupida ma reale

Quando scoppia una guerra, la gente dice “Non durerà. è cosa troppo stupida”. E non vi è dubbio che una cosa sia davvero troppo stupida, ma questo non le impedisce di durare. La stupidaggine insiste sempre, ce se n’accorgerebbe se non si pensasse sempre a se stessi. I nostri concittadini, al riguardo, erano come tutti quanti, pensavano a se stessi. In altre parole, erano degli umanisti: non credevano ai flagelli. Il flagello non è commisurato all’uomo, ci si dice che il flagello è irreale, è un brutto sogno che passerà. Ma non passa sempre, e di cattivo sogno in cattivo sogno sono gli uomini che passano, e gli umanisti in primo luogo, perché non hanno preso le loro precauzioni.

A. Camus, La peste, Bompiani, Milano, 1982, pag. 30.

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perché la poesia?

Spesso mi soffermo a leggere o cercare poesie. Anche nelle librerie.

Non so perché mi fermi a cercare di capire qualcosa di incomprensibile.

Curiosità morbosa?

Morbosa oziosità?

Ozioso vagabondo che non sono altro?

Le scrivevo da giovane. Ora non saprei da che parte cominciare.

Novembre è sempre stato un mese crudele con i marinai che tornano e ti bloccano pet strada.

Con quelle cose che d’estate dovevi dimenticare o nascondere con la crema solare odorosa.

Che odore ha una poesia non scritta?

Aulente dolore riscritto con dita rosate.

Sul dire “amore”

Oggi andrò al gay pride. Per una semplice ragione

Ho molti amici e amiche omosessuali e alcuni di questi hanno avuto comportamenti discutibili. E non vedo in cosa differiscano da me in questo.

Ho molti amici e amiche omosessuali con le quali non ho nulla in comune. Ma ho poco o niente in comune anche con molti eterosessuali.

Ho molti amici e amiche omosessuali e non me ne frega nulla di ciò che fanno a letto o se lo fanno per piacere, amore o per distruggersi. Conosco molti eterosessuali la cui vita è distrutta dal sesso.

Andrò al gay pride per un motivo: perché tutti abbiamo il diritto non solo di amare ma anche, e sopratutto, di poter dire che si ama e si desidera.

La cosa strana è che amore e desiderio in Italia possono esistere principalmente come fatto poetico ma non come realtà.

Proposta: si potrebbe scrivere un libro o creare un sito in cui chiunque, omo o etero o pan o bisessuale che sia, racconta cosa pensa e prova della persona amata, di quando l’ha conosciuta e di tutti gli eventi importanti di una storia d’amore. Ma senza dire il genere della persona amata. Giusto per vedere se ci sono differenze.

Profeta nato ad Harlem

Non fidarti mai

di un uomo

che viene

da te

con storie di

cazzo e

sorride

Implorando di

poterti dare

diamanti per

il tuo io

cosíííí talentuoso

Strappargli la maschera

dal viso

finché non vedi

il sangue colare

come il tuo

Parla del

vero problema

E non aver

paura di usare

parole di quattro lettere:

L-O-V-E

Funziona meglio di

una pallottola

baby

Willie Perdomo da Nuovi poeti americani, Einaudi, Torino, 2006, pag. 255.

Catullo, ma non per Lesbia

69

Non ti stupire, o Rufo, perché non c’è donna
che voglia stendere sotto di te le delicate sue cosce,
neppure (se) la facessi crollare col dono di una veste preziosa
o con la tentazione di un trasparente brillante.
Ti nuoce una cattiva diceria: si dice
che nell’avvallamento delle tue ascelle ti pascola un puzzolente caprone.
Tutti ne hanno paura. Non c’è da stupire: la bestia è così repellente
e nessuna ragazza carina ci si corica insieme.
Perciò o elimini la pestifera sofferenza dell’olfatto
oppure non stupirti perché le donne ti evitino.

Catullo, Poesie, Mondadori, Milano, 1982, pag. 183

University of London

https://philosophy.sas.ac.uk

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