Ferlinghetti: “La verità non è segreto di pochi”

Nota di apertura: questa poesia ha un complesso gioco di indentazioni che non è possibile rendere sulla pagina di WordPress. Per questo allego il PDF.

Questa serie di poesie fu scritta ascoltando brani Jazz e perciò le indentazioni raffigurano sulla pagina le pause e il ritmo della musica. Questo stile è caratteristico dei poeti Beats, che sono accusati in alcune scuole USA di essere espressione di sessismo, di maschilismo bianco e così via. Credo che vi sia un contorcimento culturale per cui quella che era una Jam musical- poetica che scandalizzò ai tempi proprio perché dava dignità culturale ed esistenziale alla musica “nera” per eccellenza, il Jazz, è divenuto un atto di imperialismo culturale repressivo. (Aggiunto successivamente alla prima pubblicazione).

“La verità non è il segreto di pochi”
eppure
magari ti verrebbe da pensarlo
per il modo in cui alcuni
bibliotecari
e ambasciatori culturali e
specialmente i direttori di museo
si comportano

ti verrebbe da pensare che ne detengono
il monopolio
da come
vanno in giro scuotendo
le teste altezzose con
l’aria di chi non deve mai andare
al gabinetto
eccetera

Ma non darei la colpa a loro
se fossi in voi
Si dice che lo Spirituale sia meglio concepito
in termini astratti
e quindi anche
girare per i musei mi fa sempre venire
voglia di
“calare”
tanto mi sento
stitico
ad
alta quota

Lawrence Ferlinghetti, A Coney Island of the Mind, minimum fax, 2018, Roma, pag.233-235, traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan

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