It’s only rock and roll

So che è a tratti banale; troppo semplice e rumorosa. So che si affianca a un’industria discografica che può fagocitare ogni novità e creatività. Ma resta l’unica musica che viene a dirti che “la tua anima non è morta”.

In chiusura: i Rolling Stone hanno azzeccato una manciata di canzoni, le altre non sono sempre un granché. Ma quelle 10/15, per Diana, stanno lì nel corpo e nei pensieri, come una pietra che brucia che non puoi buttare ma neanche tenere.

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why do fools fall in love?

Il rock è la musica diretta dei sentimenti, delle speranze, dei dolori, delle disillusioni, dei sogni. In canzoni che durano al massimo 4 minuti la banda deve dare tutto per toccare e accendere gli ascoltatori. Da qui l’essenzialità del rock: pochi accordi, un riff incisivo, il ritmo giusto e la canzone è pronta per radio e juke box.

Why do fools fall in love? viene da un un mondo lontano, raccontato nel film American Graffiti diretto da George Lucas, prima di Star Wars. Il cantante, il secondo da destra nell’immagine, canta come un usignolo ma la voce sgorga dal cuore ferito che si prepara alla sconfitta: love is a losing game. L’amore come dolore e gioia nella resa. Per inciso: il film è un’ottima antologia del rock anni ’50, è recitato bene e diretto meglio; la canzone è anche un esempio di doo-wop; il cantante, Frankie Lymon, morì nel 1968 per overdose da eroina, dopo che vide sfumare il suo successo.

Il testo:

Oh wah, oh wah, oh wah, oh wah, oh wah, oh wah
Why do fools fall in love?
Why do birds sing so gay?
And lovers await the break of day
Why do they fall in love?
Why does the rain fall from above?
Why do fools fall in love?
Why do they fall in love?
Love is a losing game
Love can a be shame
I know of a fool
You see
For that fool is me
Tell me why, why, why
Tell me why
Why do birds sing so gay?
And lovers await the break of day?
Why do they fall in love?
Why does my heart skip a crazy beat?
Before I know it will reach defeat!
Tell me why, why, why
Why do fools fall in love?

rock around the clock

C’era la guerra fredda, la gioventù e per la prima, o forse unica, volta nella storia il futuro era ricco di promesse belle e possibili.

Essere giovani significava andare al liceo, scoprire amore e sesso sul retro delle decappottabili nei Drive in, ballare in attesa di un futuro felice davvero a portata di mano.

Nel 1955 Bill Haley forgia in Rock around the clock la voglia di vivere, la gioia spensierata di quella gioventù. Ma nascosti nelle pieghe del ritmo, nell’essenzialità geometrica di chitarra, contrabbasso, pianoforte, sassofono e batteria si celano nostalgia e inquietudine. La nostalgia per un presente che sfugge mentre lo si vive e di cui già si intuisce il tramonto che verrà il mattino alla fine della festa, quando l’alba costringerà a vedere il giorno e i sogni spariranno. Inquietudine perché il rock ha aperto un mondo ignoto agli adulti, vissuti durante la guerra. Per qualche anno saranno principalmente feste, pomiciate e qualche sbronza. Dagli anni Sessanta le cose cambieranno.

Ma queste correnti contrastanti sono espresse anche nella scelta di usare questa canzone come colonna sonora del film Il seme della violenza, uno dei primi film in cui si narra il conflitto violento e duro fra studenti e professori.

Il mondo non era più lo stesso e il rock era la sua nuova musica.

posso vedere?

Apri gli occhi ora. Lo farò. Un momento. E’ tutto scomparso da allora? Se li aprissi e rimanessi per sempre nel mero adiafano. Basta! Voglio vedere se posso vedere.

Adesso vedo. Lì tutto il tempo senza di te: e sempre sarà nei secoli dei secoli.

J. Joyce, Ulisse, Mondadori, 2000, Milano, a cura di Giulio De Angelis, pag. 44. Capitolo 3, Proteo. L’immagine è la spiaggia di Sandymount in cui si svolge il monologo di Stephen Dedalus da cui è tratta la citazione.

spirito di Natale

Una canzone natalizia, forse con un retrogusto un po’ retorico. Ma io con il Natale non ho mai fatto la pace. Ricordi personali, dubbi religiosi e altro ancora. Certo che fa pensare la nascita di un uomo mite che controvoglia si trova crocefisso per essere coinvolto in una vicenda così complessa che mette assieme in un modo mai visto prima Dio, politica, religione, guerra, fanatismo, amicizia, amore, morale, puttane e traditori. Poi ci sono le questioni personali che toccano la vita di ciascuno. Le cose non sono come si pensa.

 

Oh, non arrossir così, non arrossire!

1
Oh, non arrossir così, non arrossire!
Penserò, altrimenti, che sei troppo ben informata:
Sorridere, mentre arrossisci, è come dire
Che la verginità se n’è già andata.

2
C’è un rossore per il non voglio, e un rossore per il non lo fare,
C’è un rossore per l’averlo fatto
E un rossore che viene dal presente, c’è un rossore senza scopo
E il rossore di chi sta per cominciare.

3
Non sospirare così, non sospirare!
Della dolce mela d’Eva sento il sapore:
Con quei fianchi così rilassati, i tuoi spicchi certo li hai già assaggiati,
E combattuto hai anche, a morsichi d’amore.

4
Gioca ancora una volta, arriva fino al torsolo bello!
Durerà il tempo solo della nostra giovinezza:
E’ la stagione dolce dei baci
Quando i denti rapaci sono ancora all’altezza.

5
C’è un sospiro per il sì e uno per il no,
E un sospiro esiste anche per il non lo sopporto:
Che facciamo? Stiamo o corriamo?
Su, mordi la dolce mela, diamoci conforto.

John Keats (1795-1821), Poesie, Mondadori, Milano, 2016, pp. 171-173, traduzione di Silvano Sabbadini