le storie e i giorni di ciascuno

“Nulla di ciò che è umano mi è estraneo”, scrisse Terenzio in una sua commedia. Duemila anni dopo James Joyce nell’Ulisse riprende questa idea parlando di Shakespeare ma aggiungendo cose che Terenzio aveva lasciando in ombra.

Siamo al capitolo “La biblioteca”, Stephen Dedalus parla di Shakespeare, delle sue tragedie e del rapporto fra l’autore e la sua opera. Stephen in uno dei monologhi della discussione dice:

Ogni vita è una moltitudine di giorni, un giorno dopo l’altro. Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini, ma sempre incontrando noi stessi.
(J. Joyce, Ulisse, Mondadori, Classici Moderni, Milano, 2016, pag. 229).

Il viaggio in noi e nell’umanità che si svolge giorno per giorno e e ogni giorno è un microcrono dilatato in macrocosmi individuali. Per quanto si cammini non si esce da sé stessi, implacabilmente. In qualche modo la ricchezza e la disperazione di questo vagabondare sulla stessa vecchia terra sono salvaguardati e contemplati nell’arte.

Una nota a margine: senza il teatro saremmo estranei a noi stessi.

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Il morto lieto

In un terreno grasso e di lumache
pieno, voglio scavarmi una profonda
fossa, dove distendere a mio agio
le mie vecchie ossa e nell’oblio dormire
come fa il pescecane in mezzo all’onda.
Detesto i testamenti, odio i sepolcri;
preferirei, piuttosto che implorare
dagli uomini una lacrima, da vivo
invitare a far scempio i corvi sopra
tutte le parti della mia carcassa
immonda. O vermi, miei neri compagni
senza orecchie e senza occhi, a voi venire
guardate un morto libero e gioioso;
filosofi gaudenti, figli della
putrefazione, andate dunque senza
rimorso per la mia rovina e ditemi
se qualche altra tortura ancora esiste
per questo vecchio corpo ormai senza anima
e morto tra il gran numero dei morti!

segreti: nello stato e nella persona

Questa volta non parlo delle intrusioni dei servizi segreti nella vita dei privati cittadini o nelle dinamiche politiche pubbliche. Questa volta riporto un documento che ho trovato per caso qualche tempo fa e che mi ha incuriosito perché tocca un aspetto della prassi comunicativa del web. Inoltre mi porta a proporre un’analogia fra condivisione dei dati fra agenzie di intelligence e pubblicazione dei segreti personali.

Scopro un testo della CIA sull’uso di blog e wiki nella comunità dei servizi segreti statunitensi. L’articolo fa riferimento a uno studio del 2005 “The Wiki and the Blog: Toward a Complex Adaptive Intelligence Community“, Studies in Intelligence, Vol 49, No 3, September 2005. La tesi è che le attività di intelligence sono più efficaci se gli agenti condividono le informazioni. La ventata costruttivistica, perciò, dovrebbe travolgere anche gli steccati fra i diversi uffici degli agenti segreti ed elevare la qualità delle operazioni.

Snowden in quegli anni lavorava o i iniziava a lavorare per i servizi segreti. Ma la sua storia dice altro rispetto alle intenzioni dichiarate. L’agente segreto non solo operava spesso da solo ma quando lavorava con altri doveva tacere sulla propria missione e lo stesso facevano i colleghi con lui.

Alcune riflessioni interrogative:

  1. È auspicabile che gli stati rinuncino a un livello significativo di segretezza e opacità in alcune aree delle proprie funzioni, anche quando tecnicamente possibile rendere pubblico eventi e persone?
  2. Ammettendo che si dia una risposta negativa alla 1, entro quali limiti la riservatezza deve essere garantita e quando si deve o può sollevare il velo del segreto?
  3. Qualunque sia la risposta a 1, James Bond è morto e sepolto. Se mai è esistito.

Infine, una riflessione sulla psicologia dell’individuo. Forse uno stato, e i suoi cittadini, possono accettare che vi siano aree di segretezza, ma se riportiamo queste considerazioni alla vita dell’individuo la prospettiva cambia. In questo caso, mi pare che tenere nascosti eventi della vita individuale, generi dolore ed estraneità nei rapporti fra le persone. Parlare pubblicamente eventi o aspetti di sé significa introdurli in un processo dinamico linguistico e argomentativo che soppesa le pretese e i portatori di verità, le implicazioni personali, le implicature e così via. Insomma assorbe in un discorso lo scandalo da tenere segreto diffondendo attorno a sé e in generale nel mondo gli echi del discorso.

Quando ciò non accade, il segreto resta blindato in una echo chamber dell’immagine negata. Lo spirito di Banquo che appare a tavola.

revisione paritaria aperta e filosofia

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Il “Bollettino telematico di filosofia politica” esiste sul web dal 2000 e la Prof.ssa Maria Pia Pievatolo ha contribuito in modo significativo. Recentemente ha avviato una sperimentazione dedicata alla revisione paritaria aperta, promossa dalla Professoressa Pievatolo.

La revisione paritaria aperta non è solo una possibilità tecnica ma una modalità di ricerca che parte dalla disintermadiazione e della connesso mutamento del principio di autorità e autorevolezza. Il principio della revisione paritaria era prassi nella Royal Society nella seconda metà del XVII secolo, ma porta con se la logica del controllo centralizzato e censorio dell’epoca dell’assolutismo durante il quale fu concepito. L’aggiunta dell'”apertura”, con il suo impegno alla trasparenza, pare un’alternativa ai limiti della revisione anonima. Gli altri aspetti della revisione paritaria aperta possono essere consultati alla pagina dedicata del Bollettino, da cui ho sintetizzato queste poche righe: https://btfp.sp.unipi.it/it/2012/01/laccademia-dei-morti-viventi-parte-prima-la-revisione-paritaria/.

Il progetto raccoglie diversi testi, che possono essere commentati paragrafo per paragrafo, come accade già per gli articoli di alcune riviste online. In questa sede voglio riportare la pagina dedicata al testo di Wilhelm von Humboldt, L’organizzazione interna ed esterna degli istituti scientifici superiori a Berlino.

wiki di storia

Ci riprovo con la didattica digitale. Questa volta con storia.

Studenti e studentesse di una terza hanno raccolto in una scheda delle informazioni sulla propria città di residenza: nome, anno di fondazione, fotografie dei resti medioevali. La scheda deve contenere anche almeno un dato personale: da quando sono residenti nella città.

Inizialmente avevo pensato di far fare una timeline online ma non ho trovato dei servizi online che mi soddisfacessero. Allora sono atterrato sulla piattaforma MOODLE della scuola. La classe scriverà un wiki cronologico delle città aggiungendo foto, informazioni, link e citazioni a mano a mano che procederemo con il programma. L’idea è mettere in relazione i grandi processi storici con la realtà vicina e allo stesso tempo abituare al lavoro di gruppo. Il massimo sarebbe che il progetto andasse avanti per tutto il triennio. Vediamo che sarà, nel frattempo ho creato il corso, caricato l’elenco dei ragazzi e delle ragazze su MOODLE.

Ci sono alcune cose da decidere con la classe. Riprenderò il discorso.

il cielo stellato sopra di me: passenger

È che quando si parla di meraviglia è facile cadere nei buoni sentimenti e facili meditazioni per animi sensibili. E invece non è così. La meraviglia è cosa difficile da sopportare e impone riflessioni ardue.

Già nel termine greco, thaumazein, meraviglia e sgomento sono intrecciati: paura, contemplazione, stupore sono mescolati. L’immensità illimitata del cielo stellato sulle nostre fragili e preziose vite ci atterrisce e inebria allo stesso tempo. Il groviglio di emozioni è difficile da sciogliere: paura, esaltazione, desiderio di morte, eros. Insomma il cuore, il corpo e il cervello hanno il ritmo serrato della canzone di Iggy Pop Passenger, il canto dell’uomo che passando sotto il cielo stellato lo vede vuoto e potente allo stesso tempo. L’uomo, sempre di passaggio nella città degli uomini, vede la bellezza del cielo e di chi gli sta a fianco, e il cuore batte come quella chitarra e quella batteria: senza posa, senza ristoro. Ma mentre gli altri dormono sicuri nelle loro case, chi ha il coraggio di tremare debole mortale e innamorato della bellezza, scopre paura e desiderio. Terrore e meraviglia. (Prima della canzone, l’immagine è tratta dal sito della NASA ed è una collisione galattica nel Cluster Abell 1185, da notare l’agglomerato luminoso a forma di chitarra)

I am a passenger
And I ride and I ride
I ride through the city’s backside
I see the stars come out of the sky
Yeah, they’re bright in a hollow sky
You know it looks so good tonight

University of London

https://philosophy.sas.ac.uk

The Institute’s aim is to promote and facilitate high quality research in philosophy, making it available to the widest possible audience both inside and outside the UK’s academic community.

Il sito mette a disposizione podcast di conferenze e lezioni. Illustra le diverse attività.