Venezia: arrivo, Santa Maria e Damien Hirst

17 giugno 2017

Vista dal treno
Uscita dalla stazione di Santa Lucia
Traghetto
Santa Maria Gloriosa dei Frari
Sana Maria Gloriosa dei Frari: scranni
Santa Maria Gloriosa dei Frari: chiostro
Palazzo Grassi: arrivo
Treasures from the Wreck of the Unbeliavable:: The fate of a bannished man
Treasures from the Wreck of the Unbeliavable: Catalogo
Demon with Bowl
Treasures from the Wreck of the Unbeliavable: Demon with bowl, particolare
Treasures from the Wreck of the Unbeliavable: Aspect of Katir Ishtar Yo-landi

film, morte, bambini e futuro

collateral_beautyNegli ultimi mesi ho visto alcuni film. Due erano intensi, ben diretti e ben recitati: Collateral Beauty e Manchester by the Sea. Entrambe trattano lo stesso tema: la morte dei figli. Un dolore che non riesco neanche a pensare che comporta la scomparsa del futuro e del presente. In prima battuta mi sono ricordato di luoghi nel mondo in cui lo sfruttamento e la morte dei bambini non solo avvengono nell’indifferenza, ma in qualche misura sono cercati: le miniere di coltan; guerre in cui si mandano in missione bambini addestrati per uccidere e poi abusi tenuti nascosti nei confessionali di preti compiacenti e immorali. Vedere quei due film dolorosi è stato impegnativo e significativo. C’è l’aspetto del dolore insondabile di chi perde i figli ma anche un risvolto simbolico. In qualche modo si sta riflettendo sul futuro, rappresentato dai figli, che viene a mancare per ragioni naturali, per disattenzione e per mille altri motivi.

logan_0Poi ho visto Logan, film in cui un anziano, indebolito Wolverine combatte e muore per salvare una nuova generazione di xmen dalle grinfie di chi vuole annichilire ogni stranezza, eccezionalità del possibile futuro in nome del controllo, della normalità, del potere.

Il cinema produce mitologia e la fantascienza la porta ai limiti. Effetti speciali, eventi impensabili ricordano i mostri, i poteri straordinari degli dei e le prove degli eroi antichi. Ma è una mitologia che cerca di dire qualcosa del presente. Wolverine è una variante di Ercole ma lotta con i mostri e gli dei della nostra vita. In questo caso, è in lotta per lasciare liberi i bambini dotati di qualità eccezionali e rimettere in movimento il futuro.

O così mi piace pensare.

Zappa: Watermelon in Easter Hay

Ho scoperto Joes’ Garage solo da qualche anno. Forse prima non lo avrei compreso e sarei stato fuorviato dalla trama della storia e non avrei ascoltato la musica.

Questa canzone è celestiale e non uso mai questo aggettivo, ma è l’unico aggettivo adatto per questo brano del grande iconoclasta, irriverente e ironico sovvertitore di tutte le mode, di tutti i luoghi comuni che fossero degli hyppies o degli yuppies o del potere o delle lobby.

La musica inizia dal 48 secondo, circa, al termine del discorso del central scrutinizer che ha ingannato Joe in tutti i modi per allontanarlo dalla musica.

Famiglia Addams e Trump 

Ne parlano tutti e ne parlo anche io: Trump.

Quando lessi gli articoli sui confronti televisivi Trump – Clinton mi sentii rasserenato: i sondaggi erano buoni e la Clinton aveva messo alle corde Trump con riferimenti ai fatti. Lo aveva quasi steso. Ero rassicurato ma c’era un qualcosa che scavava sotto: l’impressione che Trump ne fosse uscito rafforzato. Come in un combattimento fra karateti in cui vince chi sbilancia l’avversario, non chi mena i fendenti più forti.

Ma soprattutto Trump si era rialzato. Ha colpito basso mentendo sui social network; non ha avuto ritegno e si è scatenato.

Come in una versione zombie di Morticia Addams che nel film La famiglia Addams viene torturata, umiliata, sfruttata ma si rialza sempre pronta a combattere perché agli Addams piace essere maltrattati e si rialzano orgogliosi della propria diversità.

Genesis: teatro, musica e Peter Gabriel

genesis_01Ho letto La filosofia dei Genesis in un pomeriggio perché è un libro agevole e interessante. Descrive l’evoluzione teatrale dei Genesis dai primi passi alla fine degli anni Sessanta fino a The Lamb lies down on Broadway. Il libro è organizzato cronologicamente a partire dalle sperimentazioni visive e musicali nella Swinging London degli anni Sessanta quando ricerca, provocazione, psichedelia e creatività si sono unite per irraggiare idee, immagini e suoni nei decenni successivi. L’atto finale è The lamb lies down on Broadway apice teatrale, musicale e conclusione della prima parte della vita dei Genesis. Ricco di informazioni e paragoni fra autori, rockstar note e meno note. Stimolante il confronto fra Iggy Pop e Peter Gabriel sul tema dello stage diving, che rivela somiglianze sotteranee fra un rampollo della borghesia inglese e un raw rocker americano. Fra l’altro mette la basi per comprendere la differenza fra lo stile spettacolare dei Pink Floyd e quello dei Genesis, dove i primi hanno prodotto concept album e spettacoli visivi, multimediali mentre i secondi hanno piegato verso una teatralizzazione sempre più raffinata al cui centro vi era Peter Gabriel.

Non ci sono analisi delle musiche e i riferimenti ai testi sono occasionali. Il suo punto di forza è la descrizione storica, quasi filologica, della comparsa nonché delle variazioni dei personaggi inventati da Gabriel per drammatizzare teatralmente le musiche dei Genesis. Ha il pregio di cercare di ricostruire spettacoli e visoni di cui non resta alcuna memoria poiché i Genesis mai organizzarono riprese filmiche dei loro spettacoli.

Il riferimento alla filosofia non mi pare essenziale se non in senso lato come contributo rigoroso allo studio della musica progressive e in generale al musica rock.

ancora su violenza

Qualche tempo fa avevo ipotizzato un’analogia fra violenza e droga. Ora ascolto questa intervista sull’Internazionale del sociologo Farhad Khosrokhavar che studia il fenomeno dei foreign fighters europei. Oltre un’osservazione interessante sulla differenza fra al Quaida e ISIS consistente nella maggiore disponibilità di denaro dei secondi, mi colpisce quanto dice sulle ragioni per cui molti ragazzi europei sono affascinati dalla Jihad. Non tanto la religione, che a quanto dice scoprono successivamente e comunque selezionando le parti del Corano più violente, quanto l’euforia legata alla violenza.

Mi vengono in mente due scene del film Arancia meccanica.