storia e Trump

Ha fatto una serie di disastri e danni, alcuni dei quali profondi. Ma attribuire solo al narcisismo patologico l’origine delle sue scelte e dei suoi comportamenti è profondamente sbagliato, come lo è assegnare alle patologie di Hitler la responsabilità del Nazismo o all’autoritarismo di Mussolini il Fascismo. Cercare i fili della storia serve a capire. Dal libro Liberal e conservatori. L’America da Nixon a Bush, di Giuseppe Mammarella, Laterza, Roma-Bari, 2004, pag. 14. Contesto: America dopo gli anni Sessanta:

Più che merito dei suoi leader e dei suoi presidenti il recupero dei repubblicani è la conseguenza di una vera e propria rivoluzione nella filosofia politica del paese. Dal riformismo progressista, di cui quasi per un quarantennio si è fatta interprete la politica liberale, l’America si sposta sulle posizioni di un conservatorismo non privo di tentazioni populistiche, in nome del ritorno alle origini. Le idee conservatrici, rimaste marginali nel dibattito politico per almeno due generazioni, ritornano, prima in sordina poi sempre più prepotentemente, fino ad affermarsi come quelle dominanti in cui si riconosce la maggioranza degli americani. Anche il partito democratico deve prenderne atto ed è costretto ad adeguarsi al clima prevalente, perdendo la sua identità originale senza riuscire a darsene una nuova.

11 settembre: Cile

Quando ci fu il colpo di stato in Cile avevo 10 anni. Ne rimasi sconvolto. Arrivavano le notizie dello stadio in cui radunavano donne e uomini per ucciderli. Ricordo la lettura di Neruda e delle sue poesie. Da “100 sonetti d’amore”:


E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
entro le dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell’aurora.

Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorse
tra luce verticale e sole cupo,


e il cielo chiude sopra te le ali
portandoti, traendoti alle mie mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.

Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna.

11 settembre: New York

È difficile ricordare cosa è stato l’11 settembre. Poi l’America non è una nave di santi immacolati. Ma quei cazzo di terroristi hanno voluto distruggere qualcosa che si è sperato e sognato per anni. Forse il “little town blues” che può essere sciolto solo nella città che non dorme mai. Nel frattempo ascolto Liza Minelli, mi commuovo per la sua voce e per quei morti.

processare, condannare, punire, ieri e oggi

Il Medioevo non è stata un’età così buia come la si dipinge, tuttavia poteva accadere di trovarsi senza mani e senza piedi. Come si nota nella miniatura in testa all’articolo.

L’immagine è chiara: ci sono due uomini impiccati, con mani e piedi mozzati. Era il modo in cui nel Medioevo funzionava la giustizia. Non c’erano avvocati difensori, la legge era scritta direttamente da Dio, per condannare una persona bastava l’accusa di un’altra, fra le prove c’erano ordalie quale camminare sui carboni ardenti e altre cosucce del genere.

Poi è stato istituito lo stato di diritto che prevede avvocati, diritto alla difesa, la presentazione e la discussione di prove in pubblico, la distinzione fra mortificazione e riscatto morale, e così via.

Alla base di questo passaggio la separazione fra stato e chiesa; la differenza fra la legge razionale scritta e la parola di Dio.

domanda su insegnamento e il suo possibile fallimento

Da giorni cerco di formulare una domanda che riguarda l’insegnamento della filosofia nelle scuole superiori. Cerco di scriverla con chiarezza.

In questi anni la vita pubblica italiana è stata progressivamente invasa da alcuni comportamenti che si è pensato si sarebbero ridotti o indeboliti con l’educazione e l’apprendimento: linguaggio violento, odio tribale, disprezzo per la scienza e la conoscenza in generale, deresponsabilizzazione, dismissione della responsabilità individuale, sordità emotiva.

E’ vero che la formazione scolastica non è l’unico garante della qualità della vita pubblica poiché questa è influenzata dall’andamento economico, dall’occupazione, dai media, dalla politica interna ed estera, da tradizioni. Inoltre vi è l’impatto dei social e delle distorsioni informative. Perciò non sovrastimo l’impatto sulle abitudini degli studenti e delle studentesse delle 4 ore settimanali in cui io, come altri colleghi, insegniamo filosofia e storia.

Quindi nessuna illusione. Allo stesso tempo è vero che ciò che accade in quelle 4 ore settimanali non è privo di effetti, alle volte duraturi. Il problema è quali. E da qui la mia domanda.

Cosa si è fatto, o non fatto, nell’insegnamento della filosofia e di storia che non ha ridotto o frenato l’astio sociale, l’odio per la conoscenza, lo scetticismo fanatico, il congelamento delle emozioni, la derisione dell’empatia?

Poi c’è una versione più sgradevole della domanda: è possibile che ci sia stato qualcosa che anziché sfavorire abbia favorito, nel suo piccolo, la situazione attuale?

la televisione peggiora le persone?

In questo articolo scrivo alcune riflessioni sulla televisione, considerata da molti in Italia in modo negativo. Non condivido questa opinione, esporrò sinteticamente le mie idee e poi concluderò con una domanda.

Giornalisti e uomini di cultura sostengono che la televisione, e la televisione di Berlusconi in modo particolare, abbia abbassato il livello culturale degli italiani, deteriorando, a catena, la qualità della partecipazione alla vita pubblica dei cittadini italiani.

Non riesco a trovare una relazione certa fra la causa – la televisione berlusconiana – e l’effetto – il peggioramento della cultura e del senso di cittadinanza degli italiani. Per diverse ragioni. In primo luogo, a seconda delle occasioni e delle circostanze questo stesso abbassamento viene attribuito alla scuola, a Internet, alla società dei consumi. Aggiungerei all’elenco dei pericolosi distruttori i Rettiliani.

Poi, molti ignoranti erano tali anche prima della televisione. E ignoranti non poco, proprio analfabeti. Del resto l’analfabetismo è stato un problema fin dall’Unità d’Italia e, guarda caso, fra il Sud e il Nord d’Italia. E che la cosa sia tutt’altro che facile da decifrare, è ulteriormente suffragato dall’intervista lasciata dal Prof. Nicola Grandi, linguista. La sua tesi è che l’italiano è lingua nazionale da circa un secolo e che la differenza fra Nord, alfabetizzato e Sud, dominato dai dialetti, è chiara fin da tempi immemori. La Repubblica ha avuto il merito storico di aver avviato un periodo di cambiamento profondo e radicale, ad esempio con l’istruzione obbligatoria, l’analfabetismo si è ridotto. I famosi “corsi delle 150 ore” corsi di alfabetizzazione per lavoratori adulti.

Ricorderei la famosa trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi”, del Maestro Manzi.

Ma ora avrei una domanda: la famosa, e famigerata “Televisione di Bernabei” che:

Dal 1961 al 1974 fu direttore generale della RAI, allora unica emittente televisiva e radiofonica in Italia. In quegli anni la RAI produsse e trasmise programmi come Tv7 e sceneggiati tratti da grandi opere letterarie come l’Odissea, i romanzi di Tolstoj, di Alessandro Manzoni, di Cronin. Furono realizzate serie tv come: Atti degli apostoli per la regia di Roberto Rossellini; il Mosè; Gesù di Nazareth diretti da Franco Zeffirelli.

Tratto da Wikipedia, voce Ettore Bernabei.

Questa televisione culturale, non è stata seguita dagli Anni di Piombo? I devastanti anni di piombo possono essere spiegati da Bernabei e dalla sua televisione?

ricordare e credere nella memoria

Ricordare e raccontare per essere creduti non era facile per gli internati nei Lager. Il nostro compito è continuare a ricordare e narrare qualcosa che abbiamo ascoltato.

Del resto sono sempre più frequenti i selfie di persone sorridenti scattati di fronte ai cancelli dei campi di sterminio. Del resto il 60% degli americani non sa nulla della shoah. E forse in Europa non stiamo meglio.

E’ difficile ricordare e perciò aggiungo immagini di libri che trattano l’argomento. Riporto la Prefazione I sommersi e i salvati.

Molti sopravvissuti (tra gli altri Simon Wiesenthal nelle ultime pagine di Gli assassini sono fra di noi, Garzanti, Milano, 1970) ricordano che i militi delle SS si divertivano ad ammonire cinicamente i prigionieri: “In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l’abbiamo vinta noi; nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse, il mondo non gli crederà. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non si avranno certezze, perché noi distruggeremo le prove insieme con voi. E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che negheremo tutto, e non a voi. La storia dei Lager, saremo noi a dettarla”.

Curiosamente, questo stesso pensiero (“se anche raccontassimo, non saremmo creduti”) affiorava in forma di sogno notturno dalla disperazione dei prigionieri.

Primo Levi, I sommersi e i salvati, Einaudi, Torino, 1986, “Prefazione” pag. 3.

è una cosa stupida ma reale

Quando scoppia una guerra, la gente dice “Non durerà. è cosa troppo stupida”. E non vi è dubbio che una cosa sia davvero troppo stupida, ma questo non le impedisce di durare. La stupidaggine insiste sempre, ce se n’accorgerebbe se non si pensasse sempre a se stessi. I nostri concittadini, al riguardo, erano come tutti quanti, pensavano a se stessi. In altre parole, erano degli umanisti: non credevano ai flagelli. Il flagello non è commisurato all’uomo, ci si dice che il flagello è irreale, è un brutto sogno che passerà. Ma non passa sempre, e di cattivo sogno in cattivo sogno sono gli uomini che passano, e gli umanisti in primo luogo, perché non hanno preso le loro precauzioni.

A. Camus, La peste, Bompiani, Milano, 1982, pag. 30.

wiki di storia

Ci riprovo con la didattica digitale. Questa volta con storia.

Studenti e studentesse di una terza hanno raccolto in una scheda delle informazioni sulla propria città di residenza: nome, anno di fondazione, fotografie dei resti medioevali. La scheda deve contenere anche almeno un dato personale: da quando sono residenti nella città.

Inizialmente avevo pensato di far fare una timeline online ma non ho trovato dei servizi online che mi soddisfacessero. Allora sono atterrato sulla piattaforma MOODLE della scuola. La classe scriverà un wiki cronologico delle città aggiungendo foto, informazioni, link e citazioni a mano a mano che procederemo con il programma. L’idea è mettere in relazione i grandi processi storici con la realtà vicina e allo stesso tempo abituare al lavoro di gruppo. Il massimo sarebbe che il progetto andasse avanti per tutto il triennio. Vediamo che sarà, nel frattempo ho creato il corso, caricato l’elenco dei ragazzi e delle ragazze su MOODLE.

Ci sono alcune cose da decidere con la classe. Riprenderò il discorso.

simmetria cosmica

Nella storia il principio di simmetria fu un punto di riferimento per la descrizione dell’universo. Il sito https://sententiaeantiquae.com pubblica l’immagine tratta da un manoscritto medioevale dell’Illiade in cui viene raffigurato il cosmo. Nell’immagine la terra è posta al centro del cosmo, l’Olimpo e il il Tartaro sono rispettivamente in alto e in basso.

La pagina ha diversi link a ricerche di antichistica.

Il sito originale: https://sententiaeantiquae.com/2017/08/26/a-symmetrical-world-an-illustration-from-the-venetus-b-iliad-manuscript/