la realtà e i sognatori

Dialogo fra studenti di una scuola superiore nell’Italia settentrionale; ore 13.50, circa, i attesa della fine delle lezioni.

Studente, rivolto a una sua compagna: “Sembri Yoko Ono!”

Studentessa: “Chi è Yoko Ono?”

Professore: “Come fa a non sapere chi è Yoko Ono? Conosce John Lennon?”

Studentessa: “Certo, Professore, che conosco John Lennon.”

Professore: “Yoko Ono fu prima la compagna poi la moglie di Lennon. Lennon era nei Beatles e poi fu assassinato.”

Studentessa: “John Lennon è morto? Quando?”

John Lennon e Don’t Let Me Down

Una canzone che ripete ossessivamente “Don’t let me down” – “Non mi lasciare” – ma quel let down in inglese è ancora più forte perché può essere tradotto come “tradire”, “deludere”, “abbassare”. La registrazione della sola voce di Lennon esprime sofferenza disperata e rabbiosa. L’articolo da cui ho preso il filmato riporta la descrizione del periodo dalla narrazione di McCartney: i Beatles in crisi; Lennon in dipendenza da eroina.

Lennon aveva chiesto a Ringo di colpire con la massima forza i piatti per dare ancora più drammaticità e forza alla sua voce. Ascoltando quella voce sofferente e rabbiosa si resta impressionati. GLi ultimi 10/20 secondi sono da ascoltare con attenzione perché si può sentore McCartney cantare un contro coro rispetto alla voce di Lennon. Molto bello. La grandezza del gruppo si comprende anche da questi particolari.

Qua si può ascoltare la versione completa ma non quella ufficiale.