esperienza d’apprendimento

L’esperienza è un veicolo straordinario per apprendere: vedere un insetto in un prato porta a capire molte più cose che leggere una descrizione. E questo vale per molti argomenti. Ma credo che quando si parla di Learning Experience si intenda qualcosa traducibile con Esperienza dell’apprendimento, che aggiunge altri elementi. A questo proposito, un articolo su Future Learning Experience presenta la pratica e il concetto della learning experience e lo definisce facendo riferimento all’ambiente organizzato in vista dell’apprendimento: “Esperienze di apprendimento sono un modo di pensare a cosa possa essere un intervento di apprendimento (per esempio la progettazione) nel contesto degli scopi e dei risultati desiderati.”

Trovo questa definizione interessante per almeno due ragioni: il riferimento all’ambiente, l’organizzazione dell’apprendimento. Ovvero al concetto di ambiente organizzato per l’apprendimento.

Riferito all’e-learning, l’ambiente organizzato per l’apprendimento comprende il catalogo noto di pulsanti, link, icone che accompagna ogni interfaccia. Ma non è solo questo. Dell’ambiente di apprendimento fanno parte anche i partecipanti al corso, presenti come immagini e parole; fanno parte l’ambiente “reale” da cui i singoli partecipanti si collegano alla piattatforma e altre cose ancora.

Per quanto riguarda la mia attività di insegnamento, mi chiedo come strutturare l’ambiente per insegnare filosofia, o meglio per insegnare alcuni concetti della filosofia, per esempio il mito della caverna, il concetto di ragione pubblica in Kant, la dialettica di Hegel o la teoria dell’eterno ritorno. Esistono diverse immagini, presentazioni e filmati di professori autorevoli che possono decorare l’ambiente in cui invitare gli studenti ad accostarsi a tali concetti. E non credo che questo esaurisca il discorso. L’esperienza di apprendimento è l’intervento organizzato in un ambiente per raggiungere degli obiettivi. Per insegnare filosofia: intervenire sul linguaggio, il “vissuto” delle persone per portarle a frequentare consapevolmente dei concetti. Lavorando sia di persona sia sulla piattaforma.

mappe emozionali, realtà aumentata e mobile learning

Come le capita spesso, Guazzaroni propone una interessante e originale iniziativa di apprendimento – EMMAP – in questo caso di Mobile-Learning, nel Museo della Carrozza all’interno di Palazzo Bonaccorsi a Macerata.

A dire il vero non vorrei soffermarmi tanto sugli aspetti squisitamente tecnici – il Mobile Learning, gli Smartphone etc. – quanto su uno degli obiettivi: recuperare la dimensione sentimentale dei luoghi attraverso contenti emozionali e soggettivi. Mi pare un tentativo per approfondire le emozioni, i vissuti – un tempo gli psicologi avrebbero azzardato il “non detto” – che spesso sono livellati dal “Mi piace”. Intendiamoci bene, a me piace il “Mi piace” ma talvolta sento il bisogno di più sfumature, di maggiore articolazione nella comunicazione e nello scambio delle conoscenze. In questo senso mi pare che l’esperienza descritta da Guazzaroni sia una specie di tag della realtà analogica la quale assume così la rete come propria ombra digitale.