fonti e ricerca, Europa e lacerazioni

Vorrei scrivere di un sito Bibliostoria (https://bibliostoria.wordpress.com/). E’ della Biblioteca dell’Università degli Studi di Milano. La quantità di link di alta qualità che mette e a disposizione è notevole. La classificazione con le categorie è rigorosa, lineare e chiara.

Ho appena visitato un post dedicato a un servizio offerto dalla Comunità Europea: “il progetto Europeana Photography, ovvero EUROPEAN Ancient PHOTOgraphic vintaGe repositoRies of DigitAized Pictures of Historic qualitY, intende riunire diverse collezioni fotografiche provenienti da archivi, biblioteche pubbliche, musei e agenzie di 13 paesi dell’Unione Europea.”

Qualche tempo fa era anche stato allestito il progetto Europeana Sounds, archivio sonoro dell’Europa.

E’ che vedendo queste cose, mi vengono in mente tutti quelli che non aspettano altro che “uscire dall’Europa” perché è “l’Europa dei banchieri”. E anche all’Inghilterra e al sogno di uscita dall’Europa. Come se Radio Londra non fosse mai esistita.

Immagine dell’intestazione: Bataille de Waterloo. Quando non c’erano banche e l’Europa era un’espressione geografica.

la cittadinanza digitale

A leggere certi giornali sembra che la rete allontani le persone isolandole in selfie narcistici e privacy violate. A me non sembra, anzi mi pare proprio il contrario. E con questo post vorrei parlare di come un incontro avvenuto in rete abbia portato a un evento creativo.

Circa un anno fa in un gruppo di Linkedin ho uno scambio di pareri e di idee con delle persone: Marco Pozzi e Sandra Troia. Abbiamo idee simili sulla rete, sull’uso delle tecnologie digitali per insegnare, sulla possibile presenza e sull’assenza reale delle rete nella scuola. Sui docenti schiacciati dalle “grandi visioni sulla scuola”, dalla realtà lavorativa povera e dalle speranze quasi dimenticate.

Ci siamo appassionati a una idea: proporre la cittadinanza digitale ai professori perché la insegnino ai ragazzi. Ci siamo dati un nome, Modemlab con cui ci siamo presentati a Didamatica 2013 con l’intervento Educare alla cittadinanza digitale: dall’analogico al digitale e viceversa. Azioni integrate e dinamiche di informazione/formazione per docenti ed allievi della società della conoscenza. Ci siamo visti per la prima volta dal vivo. Ma non ricordo imbarazzi o sorprese particolari. In fondo le cose importanti ce le eravamo dette online e avevamo iniziato a scriverle.

Poi abbiamo proseguito a discutere e progettare. E ora siamo giunti alla seconda fase del nostro progetto: abbiamo pubblicato un libro, molto cartaceo e molto digitale. Tratta di come la rete e la “realtà” si intersechino e non possano essere separate, se non in un artificio ideologico.

Perciò non rivoluzione o reazione ma integrazione e mediazione.

Il libro è Educare alla cittadinanza digitale. Un viaggio dall’analogico al digitale e ritorno, Tangram Edizioni Scientifiche.

Ne riparlerò.

patrimonio storico, politica e forse altro

Ho scoperto un sito americano intitolato The American Presidents Project. Da un lato è terribilmente banale: discorsi, foto, cronologie dei Presidenti USA dall’altro frutto di una organizzazione complessa, basti pensare anche alla sola digitalizzazione dei testi.

Ma soprattutto quanta passione c’è per la propria storia, la propria cultura? Ma anche capacità di mettersi in discussione.