Pink Floyd, ovvero: si impara dall’esperienza?

Racconto mitologico del rock

C’è una narrazione nei miti del rock che ha segnato la storia non solo del gruppo coinvolto ma della musica degli ultimi 50 anni. Siamo negli anni Sessanta, in qualche luogo di Londra o dell’Inghilterra, quattro musicisti ambiziosi sono in auto per andare a tenere un concerto ma prima devono passare a prendere un quinto, chitarrista e compositore geniale che sta dando segni di squilibrio. I compagni e amici sono esasperati e temono che il loro futuro artistico sia compromesso per le sue mattane. Dai racconti successivi si sa soltanto che uno del gruppo disse “Non passiamo a prenderlo” e che nessuno si oppose. Da quella frase ha inizio una nuova vita del gruppo che conobbe creatività e originalità musicale, successo, soldi e anche fratture interne. Circa dieci anni dopo quel viaggio in macchina iniziarono a emergere i sensi di colpa per aver lasciato l’amico in difficoltà pur di inseguire il successo.

Pink Floyd: creatività ed esclusione

Si tratta dei Pink Floyd che abbandonarono Syd Barrett, il genio che ideò e guidò il gruppo nel disco d’esordio. Disco che entrò di diritto nella storia del rock e forse della musica in generale. Intendiamoci bene, Barrett non era facile da gestire e stava affossando il gruppo proprio quando bisognava costruirne il futuro. E’ probabile che soffrisse di schizofrenia peggiorata dagli allucinogeni di cui fece largo uso. Il rimpiazzo, del resto, fu una scelta vincente perché si trattava di David Gilmour, amico, musicista molto bravo, tecnicamente preparato che aveva insegnato la chitarra a Barrett. Fu un momento di svolta, da cui dipesero i decenni successivi. Non vorrei riflettere sull’opportunità o meno di quella scelta. Mi incuriosisce altro.

In primo l’assunzione collettiva di responsabilità. Nessuno ha mai fatto trapelare chi sia stato a pronunciare la fatidica frase, anche perché forse era il pensiero non ancora espresso da nessuno ma già comune a tutti. Anche se forse in questi anni i sopravvissuti, quando sono passati quasi 50 anni, molti eventi si sono compiuti, Barrett e Wright sono morti, qualcosa potrebbero rivelare. Oppure è bene che certi atti restino avvolti dall’alone di mistero con cui sono stati vissuti?

Quella frase e quel viaggio furono liberatori e allo stesso tempo terribili: solo con l’esclusione di Barrett, amico geniale, gli altri poterono proseguire e aprirsi a nuovi orizzonti. Da allora i quattro hanno scritto dischi bellissimi, che hanno commosso, consolato, esaltato milioni di persone richiamati da una musica che affonda le sue radici nel bisogno di vicinanza fra esseri umani e negli ostacoli che uomini e donne incontrano quando cercano di essere vicini gli uni agli altri. Soldi, pazzia, successo, educazione, rivalità fra esseri umani questo e molto altro sono i “mattoni” che ostacolano solidarietà, vicinanza.

Litigare. Ancora?

Ma sono bastati questi dischi a capire? Da quando si sono sciolti, con una certa regolarità, e sempre con una certa violenza, sappiamo che Roger Waters polemizza con David Gilmour sulla paternità delle canzoni e che David Gilmour gli risponde. Nel mezzo di questo battibecco fra i due giganti del rock, troviamo Wright che fu quasi stritolato dalle dinamiche del gruppo e Mason che si è salvato la vita occupandosi di auto d’epoca e producendo dischi di altri gruppi.

Mi chiedo: cosa vi cambia? La vita di milioni di persone è stata migliorata dalle vostre musiche; avete avuto la fortuna di essere diventati ricchi grazie alla vostra creatività, superando di gran lunga le vostre più fantasmagoriche speranze di adolescenti; avete famiglie e figli che vi amano; fan che vi adorano.

Per quanto riguarda la vostra musica, è vero che ci sono i credit delle canzoni da cui dipendono i vostri guadagni; è anche vero che alcuni di voi sono stati ufficialmente più creativi di altri, ma come è possibile spartire con esattezza e una volta per tutte la paternità delle opere di gruppo? Il silenzio di uno, la sua apparente passività non solo lascia spazio alla creatività dell’altro, ma può essere stata la fonte d’ispirazione dell’altro. Per esempio, Nick Mason, cui ufficialmente sono state attribuite 4 canzoni come solista e la collaborazione in tutti i brani fondamentali fino a The Dark Side of the Moon, nel DVD di Pink Floyd. Live at Pompei. The Director’s Cut, dal minuto 73 circa, ha un colloquio con il regista che pone una domanda provocatoria: “Vi sembra di girare in cerchio?”. Mason risponde stupito e pensieroso, ricavando le conseguenze dell’ipotesi, mostrando molta arguzia e intelligenza. Nelle sue parole sono anticipate idee del disco Wish You Were Here, e versi della canzone poi scritti da Waters, senza dimenticare l’idea della copertina. A questo punto una domanda: chi ha la paternità dei versi e del concetto di Wish You Were Here: Waters, Mason, il regista? Tutti e tre? Nessuno dei tre? Li ha scritti Waters ispirato e geniale ma sappiamo anche che il suo genio creativo si nutre delle esperienze vissute direttamente che rielabora musicalmente, quindi molto proviene dalle idee e dalle suggestioni di altri.

In conclusione, Waters, che tanto non mi ascolti, continui a polemizzare con Gilmour per le canzoni. Ma sembrate un marito e una moglie vecchi e stizzosi che si cercano per litigare, riproponendo l’atto che vi ha uniti: l’esclusione dura e dolorosa di un amico. E’ anche probabile che questo sacrificio originario, compiuto in quella giornata che vi ha segnato come gruppo e come individui, sia il cerchio in cui inscrivere tutta la vostra identità. E che ora come pesci prigionieri in una boccia artificiale cerchiate il modo per uscirne.

Girare in cerchio o progredire?

Aggiungo gli screenshot del film Pink Floyd at Pompei. C’è sia Mason che una frase finale di Gilmour che fiduciosamente definisce sé e i Pink Floyd come progressisti. Un’aggiunta a margine: forse Mason non è stato un batterista talentuoso come altri, ma senza di lui i Pink Floyd non ci sarebbero stati. Il suo disincanto ironico è stato fondamentale in quella banda di seriosi pieni di sé. Ha tenuto il ritmo per anni dando cuore e forma a musiche e persone sfuggenti e caratteriali. Per leggere le scritte fare click sull’immagini e aprire la galleria.

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