11 settembre: Cile

Quando ci fu il colpo di stato in Cile avevo 10 anni. Ne rimasi sconvolto. Arrivavano le notizie dello stadio in cui radunavano donne e uomini per ucciderli. Ricordo la lettura di Neruda e delle sue poesie. Da “100 sonetti d’amore”:


E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
entro le dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell’aurora.

Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorse
tra luce verticale e sole cupo,


e il cielo chiude sopra te le ali
portandoti, traendoti alle mie mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.

Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna.

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