un’altra riforma della scuola?

Leggo che il Ministro Salvini ha dichiarato di voler riformare la scuola. In primo luogo c’è una questione di competenza, essendo Salvini Ministro dell’Interno non è titolato a intervenire nella politica scolastica, per cui una dichiarazione di questo tipo potrebbe arrivare da Conte. Ma c’è dell’altro.

Il problema è l’ennesima riforma, che da quello che viene riportato, prevede il rafforzamento di una materia già esistente da decenni: “Cittadinanza e costituzione”. Il mio dubbio risiede nell’utilità della cosa, ignorando ancora il contenuto: gli ultimi 20 anni sono stati caratterizzati da un quantità impressionante di riforme della scuola, talora mai realizzate, altre volte cambiate prima ancora che fossero trascorsi almeno gli anni sufficienti per capirne gli effetti, altre ancora messe in atto senza che ci fossero i fondi. In ogni caso generando confusione fra i docenti che di fronte ai cambiamenti continui alla fine fanno lezione facendo ciò che sanno fare, ovvero la lezione frontale, con interrogazioni, compiti e spiegazioni alla lavagna. Di seguito l’elenco delle riforme dal 2002 a oggi. L’elenco non riporta la marea di circolari e leggi che regolano la vita nella scuola, modellando l’applicazione delle riforme alla realtà scolastica. Fonte: Wikipedia.

2002, Riforma Moratti

La finanziaria 2002 fece un intervento isolato sull’esame di stato, trasformando la commissione da mista a tutta interna con il solo presidente esterno. Il combinato fra diritti delle scuole paritarie, acquisiti con la L.62/2000, e commissione tutta interna amplia il fenomeno dei “diplomifici”. Il numero di privatisti che ottiene il diploma iscrivendosi per l’esame nelle scuole paritarie è passato da 198 nel 2000 a 15.167 nel 2004 (7500%).

2006, Le riforme del governo Prodi

Le elezioni del 2006 vengono vinte dalla coalizione guidata da Romano Prodi. Come Ministro dell’Istruzione viene scelto Giuseppe Fioroni e viene bloccata l’attuazione dei provvedimenti riguardanti il secondo ciclo di studi della Riforma Moratti. Nell’estate 2006 il ministro propone una revisione dell’esame di Stato: non ammissione degli studenti con debiti formativi nel triennio non saldati, ritorno delle commissioni miste. Nelle misure della finanziaria 2007 viene riportato l’obbligo scolastico a 16 anni, mentre, in precedenza, era solo un “diritto all’istruzione fino a 16 anni”. Il ministro Fioroni ha inoltre reintrodotto i rimandi estivi al posto dei debiti formativi. I rimandi estivi furono introdotti per la prima volta nel 1923 durante la riforma Gentile e poi furono aboliti nel 1995 dal Ministro D’Onofrio. Aggiungo: sulla carta i debiti formativi dovevano essere accompagnati da corsi di recupero e prevedevano la possibilità di recuperare le carenze nell’apprendimento negli anni successivi e non a settembre. L’esito, però, fu tutto diverso poiché sono stati una delle ragioni profonde dell’impoverimento culturale di intere generazioni di studenti, che erano promossi senza conoscere intere materie, per esempio matematica, ma anche storia, filosofia, scienze.

2008 Riforma Gelmini

Il 29 ottobre 2008 il Parlamento ha convertito in legge il decreto proposto dal Ministro Mariastella Gelmini che modifica il metodo di valutazione degli studenti nella scuola primaria, introducendo il voto con corrispondenza; quello della scuola secondaria di primo grado, con il voto assoluto; reintroduce il maestro unico nella scuola elementare. Il decreto provoca diverse manifestazioni contrarie in tutta Italia. La riforma Gelmini ha riacceso il dibattito sul maestro prevalente nella scuola primaria. Aggiunta personale. La riforma Gelmini ha ridotto la quantità di ore d’insegnamento di tutte le discipline; inoltre ha ridotto la quantità di sperimentazioni dei decenni precedenti. In termini tecnici e legislativi non è una vera e propria riforma ma una riorganizzazione.

2015, Riforma “Buona Scuola”

La legge 13 luglio 2015, n. 107 di iniziativa del governo Renzi ha introdotto una nuova riforma della scuola in Italia, aumentando i poteri del dirigente scolastico, introducendo un sistema di valutazione del personale docente, la possibilità per gli studenti di personalizzare parzialmente il piano di studi se previsto dalla scuola che frequentano e l’obbligo della alternanza delle attività di scuola e lavoro anche per gli istituti non tecnici. Aggiunta personale: occorre ricordare la figura dell’Animatore digitale.

Il ministro Fedeli e i decreti delegati

Nel generale rimpasto dei vertici dei vari dicasteri, al posto del ministro Giannini è stata nominata ministro dell’istruzione la senatrice Valeria Fedeli, che ha subito posto come obiettivo prioritario della sua azione di governo quello di proseguire la riforma della “Buona Scuola” attraverso l’emanazione dei decreti attuativi della delega prevista dalla legge n. 107/2015. I decreti delegati sono entrati in vigore a partire dal 31 maggio 2017.

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