you can’t always get what you want

Canzone dei Rolling Stones nel disco del 1969 Let it bleed, (Lascia che sanguini). Credo che sia una delle poche canzoni degli Stones che meriti di essere ricordata. Le maggior parte essendo piccoli capolavori di inconsistenza musicale condita con pose da artisti maledetti.

Canta una cosa semplice: non puoi sempre avere quello che desideri. Ovvero che il desiderare qualcosa non implica averla. E’ la cosa più banale da dire e la più difficile da ripassare quotidianamente. Alla base della maggior parte delle religioni, delle dottrine morali, delle concezioni della realtà e della fantasia, ci facciamo i conti tutte le sere, quando si fa il riassunto della giornata e il “calcolo dei dadi non torna”. E si deve lasciare andare come perduto per sempre quello che manca all’appello, altrimenti perdi il presente mentre insegui il passato. Ogni sera si lascia andare ciò che oggi non è stato per lasciare spazio a ciò che forse sarà ma che si dovrà comunque lasciare andare. Di contro, la frustrazione ci riporta all’essenziale di ciò di cui abbiamo bisogno, senza capricci o fronzoli isterici.

Nella canzone si parla di donne sanguinarie, di uomini prossimi alla morte, di manifestazioni in cui si viene picchiati e così via. Nel video Mick Jagger fa dei gesti decisamente irritanti: ma perché si dimena in quel modo? Ma che senso hanno quelle braccia agitate così? Però la canzone è bella. Molto bella. Nella versione originale su disco un coro di voci bianche come se fosse un coro di angeli scesi a rasserenare l’umanità tormentata.

Nota

Ad ascoltare la canzoni dei “favolosi anni Sessanta” viene da pensare che siano stati meno entusiasmanti di quanto si dica. Sulle due sponde dell’Atlantico abbiamo: consolazione per dolore; incoraggiamento per quando si è soli in un mondo ostile; insoddisfazione impossibile da contenere; richieste d’aiuto; crisi nervose; verità che si tramuta in falsità. E così via.

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