Catullo, ma non per Lesbia

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Non ti stupire, o Rufo, perché non c’è donna
che voglia stendere sotto di te le delicate sue cosce,
neppure (se) la facessi crollare col dono di una veste preziosa
o con la tentazione di un trasparente brillante.
Ti nuoce una cattiva diceria: si dice
che nell’avvallamento delle tue ascelle ti pascola un puzzolente caprone.
Tutti ne hanno paura. Non c’è da stupire: la bestia è così repellente
e nessuna ragazza carina ci si corica insieme.
Perciò o elimini la pestifera sofferenza dell’olfatto
oppure non stupirti perché le donne ti evitino.

Catullo, Poesie, Mondadori, Milano, 1982, pag. 183

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