us and them

Grande canzone di un grande disco: The Dark Side of the Moon. Ha una storia compositiva tormentata: proposta con il titolo The Violent Sequence ad Antonioni per Zabriskie Point, che la rifiutò perché “bella ma così triste”, rimase in un cassetto per qualche anno e riapparve nel capolavoro dei Pink Floyd.

Collocata fra Money e Any Colour you Like è un momento chiave della follia dell’uomo espressa in un modo tipico dei Pink Floyd: il contrasto fra l’argomento violento, disperante e lo struggimento musicale. I versi d’apertura sono:

Us and them
And after all we’re only ordinary men
Me
And you
God only knows
It’s not what we would choose to do

Da ragazzo pensavo che fosse una presa di distanza dall’idolatria dei fan ma ora capisco che è molto di più. La spaccatura fra noi e loro appartiene a tutti noi come esseri umani “ordinari” che ci ritroviamo dove non avremmo voluto essere: al centro di una battaglia, a brandelli, disperati attraversati da discorsi disarticolati. Perché è così ordinario voler appartenere a un gruppo, per essere protetti, per dare sfogo ai desideri più nascosti, con la copertura del gruppo. Molto meglio che scoprire che il volto del mio nemico è un specchio in cui vedo il mio volto riflesso.

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