chiedere scusa

Salvo che non accada quando si schiaccia inavvertitamente il piede di uno sconosciuto sul bus, chiedere scusa è impegnativo.

Se chiedo scusa significa che mi sono accorto di aver recato un danno e me ne assumo la responsabilità. Ci sono diverse variabili: la volontarietà o l’involontarietà dell’atto che ha danneggiato; la libera iniziativa di chi chiede scusa; l’entità del danno provocato; le circostanze che hanno portato alla o condizionato l’azione; la risonanza data alla dichiarazione; l’impegno a riparare il danno; l’impegno a non ripetere l’azione dannosa e altre cose ancora. Per esempio, delle scuse chieste volontariamente in pubblico alla persona che ho volontariamente danneggiato, impegnandomi a fare qualcosa per riparare, ci paiono moralmente più “vere” di chi viene costretto da qualcosa di esterno o senza la disponibilità a fare qualcosa per riparare il danno e a non ripetere ciò che ha danneggiato. In alcune tradizioni religiose e in molte comunità di recupero tossicodipendenti o alcolisti, incontrare le persone che si sono danneggiate, scusarsi e fare qualcosa per riparare fa parte del cammino di redenzione o di abbandono delle dipendenze.

Tutto ciò implica un cambiamento o l’impegno a un cambiamento. Si ricomincia a vivere ma in modo diverso e il rapporto fra le persone coinvolte non è più lo stesso.

Chiedere scusa è uno dei modi in cui si ricomincia.

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