studiare, tempo e futuro

Ormai insegno filosofia da diversi anni e da diversi anni partecipo come membro interno o esterno agli esami. Ho interrogato e ascoltato interrogazioni di studenti con preparazione incerta, salda o, in molti casi, approssimativa ma in qualche modo accettabile. Nel tempo ho compreso alcune cose che, per me, sono snodi dell’insegnamento e dell’apprendimento.

Studiare è un lavoro intellettuale che costa grande fatica. Per ripetere e interpretare un argomento si deve leggere e poi elaborare e memorizzare, non necessariamente in quest’ordine; comunque si attraversano disorientamento linguistico e concettuale, talvolta vera e propria disperazione. Provare questi stati d’animo è positivo, perché grazie a essi la persona si conosce, sperimenta i propri limiti cercando di superarli. In questo senso studiare contribuisce a costruire l’autostima e la fiducia nella capacità ad affrontare le difficoltà e i problemi della vita.

Ma non è solo questione dell’effetto psicologico positivo legato al superamento delle propri limiti.

Studiando l’individuo forma la mente con linguaggio, ragionamenti e idee complesse formulate da persone eccezionali e così si accende la capacità di conoscere, di usare le conoscenze con consapevolezza e lucidità. Ed è questo a essere cruciale. Autostima, coraggio, onestà dipendono anche dalla consapevolezza delle proprie capacità di ragionamento e di comprensione la realtà. Conoscere le cause della Seconda guerra mondiale, narrare la morte di Socrate, sapere sciogliere gli strati di significato della Divina commedia, correlare una funzione a un grafico, individuare e riportare il ragionamento contenuto in un testo di filosofia sono processi che migliorano le persone, rendendole meno disponibili ad assecondare il primo oratore violento dispensatore di sogni deliranti e promesse senza futuro. Conoscere e ragionare rende gli individui meno soggetti a subire gli alti e bassi della vita.

Perché la mente si attivi e le persone ragionino e siano autonome occorre tempo. Un anno o sei mesi possono determinare la riuscita o il fallimento di una vita. Molte volte il bisogno di tempo non è evidente e in nome dell’efficienza o della “società liquida” si preferisce accorciare, togliere, ridurre, alleggerire per “arrivare prima”. Ma la risposta è proprio nell’avere tempo per arricchire la mente di idee, cognizioni, metodi e così dare corpo alla mente e possibilità alla vita delle persone.

Tutto il resto è retorica.

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