registri e cassetti

Incontro con alcuni colleghi nuovi: alcuni cordiali e altri oppositivi; ritirati registri. Ha inizio la caccia al cassetto: alcuni chiusi da ere geologiche, altri dominio di mitici professori intoccabili. Capire chi è chi è richiederà del tempo.

Sono in due scuole e una ha anche una succursale: dall’altra parte della strada su cui si affaccia la sede. Forse io non la chiamerei succursale, ma la mia opinione non ha nessun peso al riguardo.

Il momento della conquista, o dell’assegnazione, del cassetto è un cruciale, forse tanto importante quanto la presa in servizio. Custodire il registro nel cassetto perfeziona il contratto fra individuo, d’ora in avanti “Docente”, e Ministero dell’Istruzione. Ora è tutto ufficialmente in ordine, a norma e in un luogo riconoscibile dell’universo. In quella manciata di centimetri cubici viene salvaguardato il lato ufficiale e istituzionale del rapporto fra studenti e docente. La vita resterà fra i muri delle aule e sarà ricordata poi dagli studenti, quando saranno adulti e i registri saranno stati impacchettati e dimenticati in qualche scantinato.

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