una tragedia e le sue modifiche

In queste vacanze di Natale del 2010 ho assegnato un esercizio on-line ad alcune mie classi. Dopo delle lezioni in classe sull’Età di Pericle, sulla Sofistica ho assegnato delle letture sul tema della giustizia: la giustizia come legge del più forte; come convenzione; come legge naturale. Successivamente a ciò hanno dovuto leggere il dialogo fra Antigone e Creonte nella tragedia di Sofocle Antigone. E’ un dialogo duro e serrato in cui Antigone, dopo aver sepolto il fratello Polinice morto combattendo contro la città di Tebe governata da Creonte, si confronta con Creonte in persona, il quale aveva vietato per legge la sepoltura dei nemici morti. E’ un confronto senza esclusione di colpi da cui entrambi i protagonisti escono sconfitti. Creonte ha imposto la sua legge finalizzata a valorizzare gli eroi della città ma pagherà molto cara questa coerenza; Antigone morirà per aver obbedito alla sua legge interiore che le imponeva di seppellire il fratello, anche se traditore della città.

I temi sono complessi e autori significativi della filosofia Occidentale ci si sono confrontati. Ma lo scopo dell’esercizio non era quello di ripercorrere le interpretazioni della tragedia, quanto di far prendere una posizione argomentandola in modo logico o per lo meno non troppo emotivo. Così ho allestito due forum di discussione: il primo per convincere Creonte a non condannare a morte Antigone; il secondo per convincere Antigone della bontà della legge di Creonte. Come era facile immaginare in genere i ragazzi hanno trovato più facile difendere Antigone che Creonte. Il debole che lotta in una causa persa suscita sempre la nostra simpatia e partecipazione. Quindi non è questa la mia sorpresa.

La sorpresa è venuta da un ragazzo che ha scritto il monologo di un nuovo personaggio intervenuto dopo il dialogo fra Antigone e Creonte. Ha scritto un testo che a tratti proponeva concetti espressi in altri passi della tragedia. Non credo che in classe o in un compito scritto sarebbe mai emersa una risposta così creativa.

Ritengo questo un effetto della modalità dell’esercizio: intervenire senza una scadenza breve, libertà di scrittura e anche quella specie di solitudine aperta al mondo che si prova quando si scrive in un forum.

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